No all'aumento del lavoro domenicale
Il Parlamento intende aumentare da 4 a 12 le aperture domenicali annue nella vendita. Così indebolisce la protezione della salute di tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori. Se la legge viene approvata, lanceremo il referendum. Sarai dei nostri?
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Dodici aperture domenicali non soggette ad autorizzazione sarebbero uno schiaffo in faccia alle addette e agli addetti del commercio al dettaglio. La nuova legge indebolirebbe a livello generale la legge sul lavoro e con essa la protezione di tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori.Il Consiglio degli Stati ha appena respinto questa legge, ma il Consiglio nazionale potrebbe comunque approvarla in autunno. È quindi probabile che la prossima primavera dovremo raccogliere 50'000 firme per lanciare il referendum. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto sin d’ora.
« Sono in gioco la nostra salute, la nostra famiglia e la nostra vita sociale. Saremo socialmente isolate, saremo sole! »
Anabela, commessa
Già oggi nel commercio al dettaglio le giornate lavorative sono lunghe e frammentate e i salari sono bassi. Chi allenta le disposizioni di protezione apre la porta a ulteriori peggioramenti, con ripercussioni anche in altri rami professionali.Il Consiglio nazionale ha ancora la possibilità di fermare questo progetto. In caso contrario, dovremo lanciare il referendum.
« L'estensione del lavoro domenicale è un grave attacco alle condizioni di lavoro nella vendita e quindi alle condizioni di lavoro di tutti i lavoratori e le lavoratrici. »
Vania Alleva, presidente di Unia
Se il Consiglio nazionale approva la legge, lanceremo il referendum.
Sindacato Unia 2026