Un gruppo di persone mostra striscioni e cartelli con la scritta «Giù le mani dalla domenica libera» in tedesco, francese e italiano.

No all'aumento del lavoro domenicale

Il Parlamento intende aumentare da 4 a 12 le aperture domenicali annue nella vendita. Così indebolisce la protezione della salute di tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori. Se la legge viene approvata, lanceremo il referendum. Sarai dei nostri?

Sì, sosterrò il referendum contro l’aumento del lavoro domenicale



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Ecco di cosa si tratta

Dodici aperture domenicali non soggette ad autorizzazione sarebbero uno schiaffo in faccia alle addette e agli addetti del commercio al dettaglio. La nuova legge indebolirebbe a livello generale la legge sul lavoro e con essa la protezione di tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori.

Il Consiglio degli Stati ha appena respinto questa legge, ma il Consiglio nazionale potrebbe comunque approvarla in autunno. È quindi probabile che la prossima primavera dovremo raccogliere 50'000 firme per lanciare il referendum. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto sin d’ora.

Lavorare la domenica nuoce alla salute e alla società.

  • Meno riposo, più rischi: i medici del lavoro mettono in guardia dal burnout e dalla depressione.
  • Ne risentono le famiglie: chi lavora la domenica manca da casa.
  • Ne risente la coesione sociale: le domeniche sono fatte per il riposo, la cultura e il tempo libero, non per il lavoro.

In breve:

  • Nessuna estensione del lavoro domenicale!
  • Triplicare il lavoro domenicale è un chiaro passo indietro. La popolazione si è già espressa più volte contro questa misura.
  • La salute prima del profitto!
  • Basta con l’indebolimento delle norme di protezione: il lavoro domenicale mette in pericolo la salute fisica e psicologica delle lavoratrici e dei lavoratori.
  • La domenica è per la famiglia e la vita sociale. Sono soprattutto le donne e le persone migranti a essere colpite da un’estensione del lavoro domenicale.
  • La maggior parte dei Cantoni non utilizza nemmeno le possibilità già esistenti di vendita domenicale. Il Parlamento deve finalmente rispettare la volontà popolare!
  • La domenica libera è una conquista da difendere, non un lusso. Chiediamo di rafforzare la protezione, non di smantellarla!
Anabela, commessa

« Sono in gioco la nostra salute, la nostra famiglia e la nostra vita sociale. Saremo socialmente isolate, saremo sole! »

Anabela, commessa

Dai il tuo sostegno

Chi ha condizioni di lavoro precarie ne risente particolarmente

Già oggi nel commercio al dettaglio le giornate lavorative sono lunghe e frammentate e i salari sono bassi. Chi allenta le disposizioni di protezione apre la porta a ulteriori peggioramenti, con ripercussioni anche in altri rami professionali.

Il Consiglio nazionale ha ancora la possibilità di fermare questo progetto. In caso contrario, dovremo lanciare il referendum.

Vania Alleva, presidente di Unia

« L'estensione del lavoro domenicale è un grave attacco alle condizioni di lavoro nella vendita e quindi alle condizioni di lavoro di tutti i lavoratori e le lavoratrici. »

Vania Alleva, presidente di Unia

Se il Consiglio nazionale approva la legge, lanceremo il referendum.