In Svizzera non è previsto alcun salario minimo legale a livello nazionale. Ma i Cantoni e i Comuni possono prescrivere dei salari minimi. Alcuni lo hanno già fatto. Il Parlamento federale sta ora tentando di abolirli nuovamente.
Nei Cantoni di Neuchâtel, Giura, Ticino e Basilea Città si applicano salari minimi cantonali. Sono stati introdotti in seguito all’approvazione di iniziative cantonali. Anche le Città di Zurigo e di Winterthur hanno approvato iniziative simili. L’introduzione viene tuttavia ritardata a causa delle opposizioni presentate dalle associazioni padronali.
Altre iniziative a favore di un salario minimo sono già state presentate nei Cantoni di Vaud, Vallese e ancora una volta in Ticino nonché nelle Città di Berna, Bienne e Sciaffusa. Nella Città di Lucerna il salario minimo è già stato approvato. Nella Città di Lucerna il salario minimo è già stato approvato ed è in vigore dal 1° gennaio 2026. In altri Cantoni e Città sono in corso discussioni. In altri Cantoni e Città sono in corso discussioni.
Introduzione: 2021
Importo:(dal 1° gennaio 2026)
CHF 22.20/oraCHF 4040/mese (42 ore)
Prossimo adeguamento: 1.1.2027
Maggiori informazioni
Introduzione: 2020
CHF 24.59/oraCHF 4475/mese (42 ore)
Introduzione: 2018
CHF 21.40/oraCHF 3895/mese (42 ore)
Introduzione: 2026
CHF 22.75/oraCHF 4141/mese (42 ore)
Introduzione: 2017
CHF 21.35/oraCHF 3886/mese (42 ore)
Importo: (dal 1° dicembre 2024)
CHF 20.00–20.50/ora CHF 3640/mese (42 ore)
Introduzione: 2023*
Importo:
CHF 23.00/ora CHF 4186.-/mese (42 ore)
* i ricorsi inoltrati dall’Unione delle arti e mestieri ritardano l’introduzione del salario minimo sia a Winterthur sia a Zurigo.
CHF 23.90/ora CHF 4349.- /mese (42 ore)
I salari minimi cantonali sono periodicamente sottoposti agli attacchi di datori di lavoro e partiti borghesi. Il Parlamento sta discutendo una legge nazionale che abbassa i salari, minando i salari minimi legali in vigore. Il Consiglio nazionale ha già approvato questo progetto di legge estremamente pericoloso, mentre la decisione del Consiglio degli Stati è attesa in inverno/primavera 2026.
La legge che abbassa i salari stabilisce che le retribuzioni previste dai contratti collettivi di lavoro dichiarati di obbligatorietà generale (CCL DOG) prevalgano in ogni caso sui salari minimi cantonali e comunali, anche qualora siano inferiori.
Ne conseguirebbe una riduzione dei salari. A Ginevra una parrucchiera diplomata potrebbe perdere fino a quasi 400 franchi al mese. Anche un’impiegata semiqualificata del ramo delle lavanderie perderebbe circa 400 franchi e persino un responsabile di team dovrebbe cavarsela con 230 franchi in meno. Nell’industria alberghiera e della ristorazione le prospettive non sono migliori: qui un elevato numero di lavoratrici e lavoratori rischia tagli salariali di parecchie centinaia di franchi al mese. Chi non ha formazione addirittura fino a 700 franchi (con 13 mensilità).
Allo stato attuale (gennaio 2026), le lavoratrici e i lavoratori dei Cantoni di Ginevra e Neuchâtel e della città di Lucerna otterrebbero salari più bassi nei rami professionali coperti dai seguenti CCL:
Nel Cantone di Neuchâtel (salario minimo di 21.35 franchi all’ora):
Nel Cantone di Ginevra (salario minimo di 24.59 franchi all’ora):
Nella città di Lucerna (salario minimo di 22.75 franchi all’ora):
Se anche il Consiglio degli Stati approverà il progetto, la legge potrà essere contestata con un referendum. Fino ad allora i salari minimi cantonali e comunali restano in vigore.
La legge che abbassa i salari si prefigge di ridurre le retribuzioni proprio di coloro che già ora hanno poco per vivere. Inoltre, mette in discussione la volontà popolare (l’elettorato dei Cantoni che prevedono un salario minimo) e vuole privare i Cantoni delle loro competenze in materia di politica sociale.
In particolare, però, l’intervento parlamentare pregiudica il vero obiettivo dei contratti collettivi di lavoro, ossia migliorare le condizioni di lavoro, non certo peggiorarle!
Ci opporremo a questo attacco insieme alle lavoratrici e ai lavoratori colpiti e continueremo a batterci a favore di salari che permettono di condurre una vita dignitosa.
Sindacato Unia 2026