Il duro lavoro merita buone condizioni di lavoro. Lottiamo con gli edili per realizzare questo obiettivo. Abbiamo già ottenuto orari di lavoro e tempi di viaggio migliori, aumenti automatici in base al rincaro e il prepensionamento a 60 anni.
Nell'edilizia siamo particolarmente forti. Nessun altro settore vanta un numero così elevato di lavoratori iscritti a un sindacato. Insieme ai lavoratori edili lottiamo per un’edilizia attrattiva con condizioni di lavoro eque. Perché il duro lavoro deve essere ricompensato!
Il Contratto nazionale mantello (CNM) per l’edilizia principale disciplina le condizioni di lavoro di circa 80'000 lavoratori edili ed è uno dei principali contratti collettivi di lavoro della Svizzera. Senza CNM gli edili non avrebbero il salario minimo né la 13esima mensilità, avrebbero diritto a supplementi inferiori e dovrebbero lavorare 50 ore a settimana.
Nel corso degli anni abbiamo rafforzato il CNM, migliorato la regolamentazione in materia di orari di lavoro e tempi di viaggio, ottenuto aumenti salariali e conquistato il pensionamento anticipato. Negli ultimi anni siamo riusciti a raggiungere grandi traguardi, ma agli edili non è mai stato regalato nulla: abbiamo dovuto lottare per ottenere questi miglioramenti!
Continueremo a batterci insieme perché l’edilizia è afflitta da vari problemi: dobbiamo ottenere una maggiore protezione contro la crescente pressione sulle scadenze, migliori regole in caso di canicola estrema o intemperie nonché misure efficaci contro il dumping salariale, il lavoro nero e altre violazioni.
In veste di associata o associato di Unia, hai diritto al rimborso di gran parte del contributo professionale. Scopri come ottenere il rimborso.
Senza capi muratori nei cantieri si ferma tutto. Le pressioni continuano tuttavia ad aumentare e un numero crescente di capi muratori abbandona il ramo. Lotta insieme a noi per migliorare le condizioni quadro nell'edilizia.
Controlla se il salario che figura sul tuo conteggio salariale corrisponde a quello indicato dal calcolatore salariale del CNM.
Cosa c'è di nuovo nel settore delle costruzioni? Scopritelo!
Sicurezza sul lavoro, equipaggiamento di protezione, intemperie, canicola e non solo: il tuo datore di lavoro è responsabile della tua sicurezza e della protezione della tua salute. Nella nostra guida trovi informazioni e direttive importanti in materia.
Per anni i lavoratori edili e i loro sindacati hanno lottato per il pensionamento anticipato nell'edilizia. Dopo un grande sciopero nei cantieri, nel luglio 2003 i primi lavoratori edili hanno potuto beneficiare del pensionamento anticipato (PEAN). Il pensionamento a 60 anni nell’edilizia rappresenta una delle conquiste sindacali più importanti degli ultimi decenni. Ha migliorato enormemente le condizioni di lavoro nell’edilizia principale e reso possibile una pensione dignitosa anche per i lavoratori edili.
Dall’introduzione del PEAN, oltre 30'000 edili hanno beneficiato del pensionamento anticipato. I lavoratori edili di lunga data possono andare in pensione a 60 anni con la garanzia di una buona copertura finanziaria. Il PEAN viene finanziato tramite contributi salariali a carico dei lavoratori edili e dei datori di lavoro. La gestione del pensionamento anticipato compete a una fondazione costituita dalle parti sociali (Fondazione FAR) e retta da un contratto collettivo di lavoro dichiarato di obbligatorietà generale.
Dall’introduzione del pensionamento a 60 anni, i lavoratori edili possono andare in pensione con dignità. Prima di allora, solo il 20% degli edili raggiungeva l’età pensionabile in salute, mentre l’80% era costretto all’invalidità, alla disoccupazione o all'abbandono della professione. La situazione è cambiata grazie al PEAN.
La rendita mensile intera corrisponde al 65% del salario concordato nell’ultimo anno lavorativo (senza supplementi), più un importo annuo di 6000 franchi. Un lavoratore edile può beneficiare del PEAN se negli ultimi 25 anni ha lavorato almeno 20 anni nell’edilizia principale, di cui gli ultimi 7 prima di riscuotere le prestazioni ininterrottamente. La rendita è versata sotto forma di 12 mensilità annue. L’importo della rendita PEAN non può tuttavia superare l’80% del salario base per la rendita o 2,4 volte la rendita AVS semplice massima. Nel 2025 la rendita PEAN massima ammonta a 6'048 franchi. (A partire dal 1° luglio 2025)
Per assicurare il finanziamento del PEAN, i datori di lavoro versano attualmente il 6% e i lavoratori edili il 2,25% del salario soggetto all’AVS. Il finanziamento del PEAN è basato su un sistema di ripartizione dei capitali di copertura analogo a quello dell’AVS.
Attualmente, il numero di edili che raggiungono il pensionamento a 60 anni è in aumento. La generazione del baby boom degli anni Sessanta sta andando in pensione, ma si tratta di cifre che nel tempo torneranno a scendere. Insieme ai lavoratori edili abbiamo ottenuto misure ad hoc a garanzia del pensionamento a 60 anni.
Dall’introduzione del pensionamento anticipato sono state accolte oltre 30'000 richieste. Circa 5000 aziende sottostanno al CCL FAR. Anche altre aziende, tuttavia senza personale, sono assoggettate al contratto. Queste ultime sono generalmente ditte individuali.
Nell'edilizia le pressioni dovute ai tempi di consegna rappresentano un pericolo crescente. Gravi difetti di costruzione e lavoratori oberati ne sono la conseguenza. Ma la cosa peggiore è che le pressioni dovute ai tempi di consegna possono avere effetti letali. In media ogni due settimane un edile perde la vita per un infortunio, spesso a causa dei ritmi serrati e della fretta. Ciononostante, i committenti edili, anche quelli pubblici, vogliono far rispettare le scadenze a tutti i costi, anche se sin dall'inizio non sono realistiche.
Nel quadro di un ampio sondaggio, quasi l'80% degli edili ha dichiarato che negli ultimi anni le pressioni dovute ai tempi di consegna sono aumentate. La grande maggioranza degli intervistati ha confermato che questa pressione aumenta lo stress e si ripercuote negativamente sulla vita al di fuori del lavoro (famiglia, tempo libero).
Occorrono finalmente dei cambiamenti
Ai lavoratori edili non viene regalato nulla. Lottiamo insieme per un'edilizia orientata al futuro.
Quella dell'edilizia è una bella professione. Molti lavoratori sono giustamente orgogliosi delle case, delle scuole, delle gallerie e dei ponti che hanno contribuito a costruire. Ma in nessun altro settore la carenza di manodopera qualificata è così marcata come nell'edilizia. E la situazione sta peggiorando. Entro il 2030 mancherà un muratore e un caposquadra su cinque e nel 2040 uno su tre!
Una delle ragioni principali alla base di questa carenza è il drammatico esodo di personale dalla professione. Oggi un muratore su due abbandona il settore, spesso già pochi anni dopo aver completato l'apprendistato. Non solo: negli ultimi anni il numero dei nuovi apprendisti si è quasi dimezzato.
Vogliamo cambiare le cose. Ci battiamo per ottenere maggiore rispetto per i lavoratori edili e per un’edilizia con un futuro!
Sindacato Unia 2026