Sole accecante in un cielo arancione – immagine simbolica delle ondate di calore

Non vogliamo vivere estati di 50 gradi! Ecco perché nel settembre 2026, 40'000 persone sono scese in piazza per chiedere misure di protezione. Oltre 150 organizzazioni hanno lanciato insieme un appello.

Mobilitazione: no alle estati a 50 gradi!

Ci rifiutiamo di vivere e di lavorare in un mondo invivibile! I quattro periodi di canicola di quest’estate ci hanno messo a dura prova. E sarà così ogni estate: sempre prima, sempre più spesso, sempre più intensamente. Le conseguenze del cambiamento climatico ci colpiscono direttamente.

Ma le soluzioni ci sono: non ci troveremmo in questa situazione, se le autorità avessero agito per tempo. E non è troppo tardi. A settembre 40'000 persone sono scese in piazza per chiedere ai nostri politici di intraprendere finalmente tutte le misure necessarie.

Le rivendicazioni di Unia

Chiediamo misure vincolanti a protezione della salute e della sicurezza sul posto di lavoro, che prevedano anche interruzioni retribuite del lavoro, se necessario.

La nostra salute è in pericolo

Le temperature crescenti rappresentano una grave minaccia per le lavoratrici e i lavoratori, soprattutto nelle attività lavorative all’aperto, ma anche in ambienti interni attrezzati in modo inadeguato, accrescendo il rischio di infortuni e di malattie cardiovascolari.

Un’ampia rappresentanza della società

Più di 150 organizzazioni hanno lanciato un appello per una mobilitazione congiunta. Rappresentano le lavoratrici e i lavoratori, le persone anziane, il mondo agricolo, il settore sanitario, le associazioni di paese e di quartiere, le associazioni ambientaliste ecc.

Firma la petizione! Dopo le grandi manifestazioni, lanciamo una petizione a sostegno delle nostre rivendicazioni.