No all'aumento del lavoro domenicale
Il Parlamento intende aumentare da 4 a 12 le aperture domenicali annue nella vendita. Così indebolisce la protezione della salute di tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori. Se la legge viene approvata, lanceremo il referendum. Sarai dei nostri?
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Dodici aperture domenicali non soggette ad autorizzazione sarebbero uno schiaffo in faccia alle addette e agli addetti del commercio al dettaglio. La nuova legge indebolirebbe a livello generale la legge sul lavoro e con essa la protezione di tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori.Benché il Consiglio degli Stati abbia respinto la legge, il Consiglio nazionale intende approvarla. Ciò significa che le due Camere dovranno trovare un accordo nella primavera del 2027.
Nel migliore dei casi, le Camere respingeranno la legge; a quel punto la questione sarà chiusa. Se invece la approveranno, forse in primavera dovremo raccogliere 50'000 firme per il referendum. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto sin d’ora.
« Sono in gioco la nostra salute, la nostra famiglia e la nostra vita sociale. Saremo socialmente isolate, saremo sole! »
Anabela, commessa
Già oggi nel commercio al dettaglio le giornate lavorative sono lunghe e frammentate e i salari sono bassi. Chi allenta le disposizioni di protezione apre la porta a ulteriori peggioramenti, con ripercussioni anche in altri rami professionali.
I politici possono ancora fermare questo progetto. Se non lo faranno, dovremo lanciare il referendum.
« L'estensione del lavoro domenicale è un grave attacco alle condizioni di lavoro nella vendita e quindi alle condizioni di lavoro di tutti i lavoratori e le lavoratrici. »
Vania Alleva, presidente di Unia
Se i politici approveranno la legge, lanceremo il referendum.