Un salario per vivere, non salari da fame!

Da oggi il Parlamento federale discute nuovamente di un progetto che mira a vanificare i salari minimi cantonali e comunali. Si tratta di un attacco frontale ai salari e alla democrazia. I salari minimi legali garantiscono un reddito sufficiente per vivere e vengono stabiliti democraticamente a livello regionale. Assicurano salari orari minimi in rami professionali in cui vigono salari particolarmente bassi, quali la vendita, la ristorazione e il ramo dei parrucchieri. Unia lo ha sottolineato oggi con un’azione simbolica. Chiede con urgenza al Consiglio nazionale e al Consiglio degli Stati di rinunciare alla prevista revisione della legge.

I salari devono bastare per vivere: questa è la richiesta centrale alla base dei salari minimi cantonali e comunali, approvati democraticamente in votazioni popolari. Garantiscono una soglia salariale minima vincolante in rami professionali in cui vigono salari bassi, tenendo conto delle differenze regionali relative al costo della vita. Ma il Parlamento sferra un attacco frontale ai salari minimi cantonali e comunali, con un progetto che mira a vanificarli per legge.

Azione davanti a Palazzo federale
In occasione dell’odierno dibattito in Consiglio nazionale, Unia ha organizzato un’azione simbolica davanti a Palazzo federale per sottolineare l’importanza dei salari minimi legali per le lavoratrici e i lavoratori nei rami professionali a basso salario, in particolare nella vendita, nella ristorazione e nel ramo dei parrucchieri. 

Questo attacco colpisce migliaia di lavoratrici e lavoratori in tutta la Svizzera che beneficiano oggi o beneficeranno in futuro di salari minimi cantonali e comunali. Tra questi figurano i salari minimi già in vigore nei Cantoni di Ginevra e Neuchâtel e nella città di Lucerna, nonché le normative approvate in Ticino e nelle città di Zurigo e Winterthur. Sono in gioco anche i futuri salari minimi: a Berna, Bienne e Sciaffusa sono state presentate delle iniziative, mentre nel Canton Giura verrà inoltrata tra breve un’iniziativa in tal senso. Nel Canton Vaud il 14 giugno si voterà sulla loro introduzione e anche nel Cantone del Vallese l’iniziativa sul salario minimo inoltrata verrà presto sottoposta a votazione.

Colpite decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori con un basso salario  

Grazie al salario minimo, una commessa in una panetteria-pasticceria di Lucerna guadagna oggi 22,75 franchi all’ora; a Winterthur avrebbe diritto a 23 franchi. A Zurigo, il salario minimo per un commesso in un negozio di una stazione di servizio sarebbe di 23,90 franchi. Nella ristorazione, una dipendente a Ginevra guadagna almeno 24,59 franchi all’ora, mentre a Zurigo sarebbero almeno 23,90 franchi. Anche in Ticino, a partire dal 2030, una parrucchiera beneficerà di un salario minimo legale di 21,75 franchi.

Unia chiede di rinunciare alla revisione della legge
A nome delle migliaia di lavoratrici e lavoratori ai quali i salari minimi garantiscono un salario sufficiente per vivere, il sindacato Unia chiede al Consiglio nazionale e al Consiglio degli Stati di rinunciare alla prevista revisione della legge. La votazione finale in Parlamento è prevista per il 19 giugno. Unia si opporrà con decisione a qualsiasi peggioramento delle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori nei rami professionali a basso salario.

 

Le immagini dell’azione sono disponibili qui.
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