Sì allo sciopero femminista del 2027

Un enorme pugno viola a forma di palloncino con coriandoli lilla che volano nell'aria
Insieme per lo sciopero femminista 2027 – la pianificazione è iniziata. Foto: freshfocus
Il 28 marzo 2026, attiviste/i e sindacaliste/i provenienti da tutta la Svizzera si sono riuniti per preparare lo sciopero femminista nazionale del 14 giugno 2027. Hanno discusso di importanti questioni, come la scarsa considerazione del lavoro di cura e la notevole disparità salariale in tutte le professioni. Insieme invitano la popolazione a scendere in piazza nel 2027 per manifestare contro queste ingiustizie.

Numerose/i attiviste/i hanno raccolto l’invito dei collettivi dello sciopero di incontrarsi a Berna per creare una rete a livello nazionale. Vi hanno aderito anche sindacaliste e sindacalisti di Unia, che si sono riuniti a Berna per pianificare lo sciopero del 2027 insieme ai movimenti femministi. 

Occhi puntati sul lavoro di cura

Un tema centrale è il lavoro di cura retribuito e non retribuito. Esso riguarda sia l’accudimento dei familiari e dei figli, sia le professioni nel settore delle cure e dell’assistenza. Questo lavoro viene svolto prevalentemente da donne, spesso migranti, è mal retribuito e poco riconosciuto. Unia esige l’attuazione sistematica dell’iniziativa sulle cure.

Disuguaglianze presenti anche in altri rami tipicamente femminili

Anche in altri rami emergono forti disuguaglianze: 

nell’industria orologiera le differenze salariali tra donne e uomini ammontano a 1169 franchi al mese: una situazione inaccettabile.

Nel commercio al dettaglio le donne sono confrontate con bassi salari e orari di lavoro che impediscono loro di pianificare la propria vita privata. 

Gli attacchi politici acuiscono la situazione

Nel contempo gli attacchi contro i diritti del lavoro aumentano, con gravi conseguenze specialmente per le donne. I partiti borghesi prendono di mira i salari minimi cantonali e comunali e parallelamente cercano di deregolamentare gli orari di lavoro. Il loro obiettivo è di indebolire la legge sulla parità dei sessi, abolendo le analisi salariali. L’esempio più recente riguarda la volontà di escludere dalle analisi le indennità per il lavoro a turni, il che falserebbe i risultati, edulcorandoli. A ciò si aggiunge l’iniziativa del caos dell’UDC, la quale mette sotto pressione i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, specialmente nell’ambito del ricongiungimento familiare, con conseguenze particolarmente pesanti per le donne.

È giunto il momento di unire le forze femministe e di opporre resistenza insieme. Sì allo sciopero femminista del 2027!