Unia lancia la campagna contro l’iniziativa del caos dell’UDC

Insieme all’Unione sindacale svizzera e ad altre organizzazioni, oggi Unia ha lanciato la campagna contro l’iniziativa del caos dell’UDC. L’iniziativa rappresenta una minaccia per la protezione dei salari e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.

L’iniziativa introdurrebbe nella Costituzione un inaccettabile meccanismo automatico: i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori verrebbero progressivamente limitati in funzione dell’andamento demografico.

Disdetta della libera circolazione delle persone

Con questa misura verrebbe abolito il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori a stabilirsi e lavorare senza discriminazioni salariali, sia per le cittadine e i cittadini dell’UE in Svizzera che per le cittadine e i cittadini svizzeri nell’UE. Il divieto di discriminazione tra lavoratrici e lavoratori svizzeri e stranieri è essenziale nella lotta contro il dumping salariale.

Smantellamento dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori

Verrebbe abolito il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori senza passaporto svizzero di vivere con la propria famiglia. Si rischia di tornare al disumano statuto dello stagionale e a un’intensificazione dello sfruttamento.

Massiccio attacco alla protezione dei salari

La disdetta della libera circolazione delle persone cancellerebbe anche le misure di accompagnamento ad essa collegate. Queste misure comprendono disposizioni in materia di protezione dei salari molto importanti per i salari e le condizioni di lavoro di tutti i lavoratori e le lavoratrici in Svizzera:

  • controlli delle condizioni di lavoro e del rispetto delle leggi e dei contratti collettivi di lavoro da parte delle aziende svizzere e straniere;
  • sanzioni e divieti di fornire servizi nei confronti delle aziende che non rispettano le norme;
  • responsabilità delle aziende che affidano incarichi a subappaltatori;
  • maggiore facilità nel conferimento dell’obbligatorietà generale ai contratti collettivi di lavoro, affinché tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori possano beneficiare di salari equi, un maggior numero di giorni di vacanze e orari di lavoro più brevi.

Caos economico e carenza di personale

La fine degli accordi bilaterali con l’UE scatenerebbe il caos economico. Centinaia di migliaia di posti di lavoro nel settore delle esportazioni sarebbero a rischio. E la carenza di personale in settori di importanza sistemica, come quello sanitario, aumenterebbe ulteriormente. Le conseguenze sarebbero disastrose e provocherebbero una grave situazione di emergenza. La stessa considerazione vale anche per altri rami professionali come la custodia extrafamiliare dei bambini, la logistica, la ristorazione o l’edilizia.

No all’iniziativa del caos il 14 giugno!

Al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici, Unia si impegna con determinazione perché il 14 giugno prevalga il «no» a questa iniziativa estremamente pericolosa.