Il Parlamento sta discutendo una legge nazionale che vanificherebbe i salari minimi cantonali e comunali. Nel peggiore dei casi, migliaia di lavoratrici e lavoratori potrebbero vedersi ridurre improvvisamente il salario di centinaia di franchi. Le persone più colpite sarebbero proprio quelle che già oggi hanno redditi bassi, ad esempio il personale dell’industria alberghiera e della ristorazione, delle pulizie e dei saloni di parrucchiere.
Dopo il Consiglio nazionale, nella giornata odierna anche il Consiglio degli Stati ha discusso il progetto. Sebbene i piani del Consiglio degli Stati vadano in una direzione leggermente diversa, i problemi sono analoghi: entrambi i progetti impediscono ai Cantoni e ai Comuni di emanare salari minimi per combattere la povertà lavorativa. La Costituzione affida tuttavia questo compito proprio ai Cantoni e ai Comuni. In altre parole, i piani del Parlamento non sono solo antisociali, ma costituiscono anche una chiara violazione della Costituzione.
Per Unia è chiaro che se il Parlamento adotterà una legge che vanifica i salari minimi cantonali e comunali, sarà necessario lanciare un referendum. Siamo pronti: chi vuole contribuire a impedire i tagli salariali può comunicare sin da ora il proprio sostegno.
Se il Parlamento si pronuncerà a favore della legge, dovremo lanciare il referendum.
Il Parlamento discuterà la legge abbassa salari in giugno, in occasione della sessione estiva. A partire da quel momento le cose potranno evolvere molto velocemente: per indire il referendum dovremo raccogliere 50'000 firme in 100 giorni. Ecco perché è così importante che molte persone si dichiarino disposte sin da ora a sottoscrivere il referendum. Insieme possiamo impedire i tagli salariali e respingere gli attacchi ai salari minimi adottati democraticamente nei Comuni e nei Cantoni!
Sindacato Unia 2026