Tagli salariali per legge? Non ci stiamo!

Un gruppo di persone si trova davanti al Palazzo federale con un grande striscione rosso con la scritta «No alla legge che abbassa i salari!» e cartelli in tre lingue con lo stesso messaggio; molte persone alzano il pugno in segno di protesta.
Uniti contro i tagli salariali: Unia si oppone con fermezza all’attacco che il Parlamento sferra contro i salari minimi cantonali e comunali. Foto: Manu Friederich
Il Parlamento intende vanificare i salari minimi cantonali e comunali. Seguendo l’esempio del Consiglio nazionale, il Consiglio degli Stati ha adottato un progetto che va in questa direzione. Non ci stiamo! Se il Parlamento approverà una legge di questo tipo, Unia sarà costretta a lanciare un referendum.

Il Parlamento sta discutendo una legge nazionale che vanificherebbe i salari minimi cantonali e comunali. Nel peggiore dei casi, migliaia di lavoratrici e lavoratori potrebbero vedersi ridurre improvvisamente il salario di centinaia di franchi. Le persone più colpite sarebbero proprio quelle che già oggi hanno redditi bassi, ad esempio il personale dell’industria alberghiera e della ristorazione, delle pulizie e dei saloni di parrucchiere.

Il Parlamento progetta una violazione della Costituzione

Dopo il Consiglio nazionale, nella giornata odierna anche il Consiglio degli Stati ha discusso il progetto. Sebbene i piani del Consiglio degli Stati vadano in una direzione leggermente diversa, i problemi sono analoghi: entrambi i progetti impediscono ai Cantoni e ai Comuni di emanare salari minimi per combattere la povertà lavorativa. La Costituzione affida tuttavia questo compito proprio ai Cantoni e ai Comuni. In altre parole, i piani del Parlamento non sono solo antisociali, ma costituiscono anche una chiara violazione della Costituzione.

Proteggiamo i salari minimi, se necessario con un referendum

Per Unia è chiaro che se il Parlamento adotterà una legge che vanifica i salari minimi cantonali e comunali, sarà necessario lanciare un referendum. Siamo pronti: chi vuole contribuire a impedire i tagli salariali può comunicare sin da ora il proprio sostegno.  

Se il Parlamento si pronuncerà a favore della legge, dovremo lanciare il referendum.

Uniti contro i tagli salariali

Il Parlamento discuterà la legge abbassa salari in giugno, in occasione della sessione estiva. A partire da quel momento le cose potranno evolvere molto velocemente: per indire il referendum dovremo raccogliere 50'000 firme in 100 giorni. Ecco perché è così importante che molte persone si dichiarino disposte sin da ora a sottoscrivere il referendum. Insieme possiamo impedire i tagli salariali e respingere gli attacchi ai salari minimi adottati democraticamente nei Comuni e nei Cantoni!