Nonostante diversi pareri giuridici, oggi la Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio nazionale (CET-N) non ha dato prova di lungimiranza. Intende, come ha già fatto il Consiglio degli Stati, vanificare i salari minimi cantonali. La maggioranza borghese impedisce così ai Cantoni e ai Comuni che prevedono salari minimi di combattere la povertà nei rami a basso salario, un compito affidato loro dalla Costituzione. A farne le spese sarebbero le lavoratrici e i lavoratori, spesso donne, dei rami a basso salario quali l’industria alberghiera e della ristorazione, il commercio al dettaglio, i saloni di parrucchiere e le imprese di pulizia.
Secondo la proposta in oggetto, gli adeguamenti al rincaro decisi per i salari minimi esistenti non varrebbero più per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori che percepiscono un salario basso. Di conseguenza, le persone interessate subirebbero una costante perdita di potere d’acquisto.
Nei Cantoni e nei Comuni che in futuro introdurranno nuovi salari minimi, queste retribuzioni si applicherebbero solo a una parte delle lavoratrici e dei lavoratori a basso reddito, vanificando così in modo drastico i salari minimi. Si tratta pertanto di una decisione arbitraria, che disattende l’obiettivo dei salari minimi legali, ovvero garantire salari sufficienti per vivere a tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori. Una parte della popolazione lavoratrice continuerebbe a essere costretta a ricorrere all’aiuto sociale, pagato dalla collettività, mentre i datori di lavoro pagherebbero salari più bassi e realizzerebbero profitti più elevati.
Questa decisione viola chiaramente la Costituzione e il federalismo, benché l’Amministrazione federale, i Cantoni e vari pareri abbiano chiaramente identificato e criticato questa violazione costituzionale. L’ingerenza della Confederazione nelle competenze cantonali in materia di emanazione di salari minimi sociali è inaccettabile.
Nella sessione di giugno, il Parlamento federale ha l’ultima occasione di affossare questa revisione mal concepita. In caso contrario, il sindacato Unia combatterà con ogni mezzo lo smantellamento dei salari minimi sociali e la prevista violazione della Costituzione.
Sindacato Unia 2026