Fermiamo l’attacco ai salari minimi e al federalismo!

Il Consiglio degli Stati ostacola la lotta alla povertà nei Cantoni e nei Comuni attaccando e vanificando i salari minimi esistenti e quelli nuovi. In tal modo impedisce l’introduzione di salari minimi migliori in numerosi rami professionali a basso salario. A farne le spese sono, in modo ingiustificato, le lavoratrici e i lavoratori che guadagnano poco. Unia si batterà con determinazione contro lo smantellamento dei salari minimi sociali nei Cantoni e nelle città e contro questa prevista violazione della Costituzione.

Seguendo l’esempio del Consiglio nazionale, anche il Consiglio degli Stati vuole vanificare i salari minimi cantonali. Con questa decisione il Parlamento impedisce ai Cantoni e ai Comuni di emanare salari minimi per combattere la povertà lavorativa. La Costituzione affida tuttavia questo compito proprio ai Cantoni e ai Comuni.

I salari minimi sociali avvantaggiano non sono solo le lavoratrici e i lavoratori malpagati, ma anche i Comuni

A farne le spese sono le lavoratrici e i lavoratori, spesso donne, dei rami a basso salario quali le cure e l’assistenza, l’industria alberghiera e della ristorazione, il commercio al dettaglio, i saloni di parrucchiere e le imprese di pulizia. L’efficacia dei salari minimi sociali è dimostrata da uno studio condotto nel Cantone di Ginevra, dove i salari più bassi sono cresciuti in modo significativo, migliorando in particolare la situazione di numerose donne.

A livello nazionale persistono la disparità di trattamento e un quadro frammentato

Secondo la proposta del Consiglio degli Stati, gli adeguamenti al rincaro decisi per i salari minimi esistenti non varrebbero più per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori che percepiscono un salario basso. Di conseguenza, le lavoratrici e i lavoratori a basso reddito interessati subirebbero una costante perdita di potere d’acquisto.

Nei Cantoni e nei Comuni che introducono nuovi salari minimi, queste retribuzioni si applicherebbero solo a una parte delle lavoratrici e dei lavoratori a basso reddito, vanificando così in modo drastico i salari minimi. 

Permarrebbe un quadro nazionale frammentato con salari minimi diversi a seconda della regione e del ramo professionale. Si tratta pertanto di una decisione arbitraria, che disattende l’obiettivo dei salari minimi legali, ovvero garantire salari sufficienti per vivere a tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori. Una parte della popolazione lavoratrice continuerebbe a essere costretta a ricorrere all’aiuto sociale, pagato dalla collettività, mentre i datori di lavoro pagherebbero salari più bassi e realizzerebbero profitti più elevati.

Il Consiglio degli Stati viola consapevolmente la Costituzione e le competenze cantonali

La decisione del Consiglio degli Stati viola la Costituzione e il federalismo, malgrado l’Amministrazione federale, i Cantoni e diverse perizie abbiano chiaramente identificato e criticato questa violazione costituzionale. L’ingerenza della Confederazione nelle competenze cantonali in materia di emanazione di salari minimi sociali è inaccettabile.

Unia si batterà con determinazione contro lo smantellamento dei salari minimi sociali nei Cantoni e nelle città e contro questa prevista violazione della Costituzione.

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